
Lucy Campanile nata a Lecce il 7 Maggio 1985, ex calciatrice, ha indossato, nell’arco della sua carriera, le maglie dell’ AS PLANET SPORT, ATLETICO PRESICCE,ASD SALENTO PRECICCE, REAL STATTE, VIRTUS TARISANO, ISEF NAPOLI, con cui ha vinto una supercoppa italiana, DEMAR MARTINA, ITA SALANDRA, ASD FIVE FASANO, FUTSAL BREGANZE e infine ATLETIC CLUB TARANTO, dal 2021 allena l’ ASD LEVANTE CAPRARICA, squadra con cui ha conquistato nella stagione 2021-2022 una la coppa italia.
Ecco la mia intervista:
DOMANDA: Prima domanda, come nasce la tua passione per il futsal ?
RISPOSTA: La passione per il futsal nasce da molto lontano. Nella mia famiglia il calcio è sempre stato seguito, e sin da piccola ho amato questo sport. Come quasi tutte le bambine della mia età, in quegli anni era un taboo, per cui ero ‘costretta’ a giocare per strada con i miei amici maschietti. A 12 anni poi, ho trovato una squadra di calcio a 5 femminile a pochi km da casa. Da li è stato amore a prima vista, che dura ormai da 25 anni.
DOMANDA: Quali sacrifici e/o rinunce hai fatto e fai tutt’ora ?
RISPOSTA: Sono dell’idea che quando hai una passione così grande, non si può parlare mai di rinunce o sacrifici. Probabilmente devo ringraziare tanto mio padre, che fino a che non ho compiuto 18 anni, è stato sempre disponibile ad accompagnarmi ovunque pur di coltivare il mio sogno. Quando poi sono cominciate ad arrivare le prime chiamate dalle squadre di serie A, ho cominciato a realizzare che potevo essere all’altezza. In quei contesti li però, è impossibile parlare di sacrifici. Semplicemente è uno stile di vita da seguire se vuoi rimanere al passo con la categoria in cui stai giocando. L’unica rinuncia con cui ho dovuto fare i conti, è stata la lontananza dalla mia famiglia e qualche uscita in meno con gli amici. Ma sono cose che bisogna mettere in conto se fai della tua passione, il tuo sogno.
DOMANDA: Cosa ti manca del calcio giocato rispetto ad ora che alleni ?
RISPOSTA: Non ti nego che giocare mi manca tanto, spesso vedo le mie ragazze durante gli allenamenti e avrei voglia di mettere una casacca ed entrare in campo con loro. Ero però arrivata a un punto della mia carriera in cui non avevo più stimoli, e giocare non mi dava più le stesse emozioni di un tempo. Ho iniziato ad allenare per caso, anche se è sempre stata una mia aspirazione, e cominciando a ritrovare quelle emozioni e quegli stimoli che ormai avevo perso, ho capito che i tempi erano maturi per questo passaggio. E’ un ruolo che ha però molte responsabilità, le scelte che sono costretta a fare spesso non mi alleggeriscono il cuore. Ma ogni cosa ha due lati della medaglia che purtroppo devi essere pronta ad accettare prima o poi.
DOMANDA: Quali sono le caratteristiche principali che deve avere un coach ?
RISPOSTA: Penso che quando sei a ‘capo’ di un gruppo (sia sportivo che non) bisogna cercare di inculcare i giusti valori. A volte è difficile farlo, ma sono una che è molto fiscale da questo punto di vista. Cerco spesso di far capire che bisogna essere un esempio per le giovani, avere un comportamento corretto nei confronti di avversarie, compagne, rispettando i principi della società in cui si gioca. Per quanto mi riguarda bisogna saper essere professioniste (pur non essendolo) dentro e fuori del campo, quando le cose vanno male in particolar modo, ancor prima di saper essere buone giocatrici con talento. Il talento conta davvero poco, se non sei in grado di gestire i lati ‘storti del carattere’. Se vuoi puntare in alto, devi saper essere atleta ed intelligente in qualsiasi situazione e contesto, a prescindere dalla categoria in cui stai giocando. Ciò a cui aspiro è avere sempre ottime persone da allenare, ancora prima che ottime calcettiste.
DOMANDA: Quali sono i valori che insegni alle tue calciatrici ?
RISPOSTA: Come detto nella risposta precedente, il rispetto e l’educazione.
DOMANDA: Hai qualche rito scaramantico prima di ogni partita ?
RISPOSTA: Ho parecchi riti scaramantici prima della partita, che seguo per tutta la settimana che precede la gara. Ma non li dirò, per scaramanzia ahahahah
DOMANDA: Ultima domanda: calcisticamente parlando 3 sogni che hai nel cassetto e che vuoi raggiungere e perché ?
RISPOSTA: Sono molto grata al futsal, perché già mi ha permesso di realizzare alcuni sogni a cui aspiravo. Adesso, da coach, spero un giorno di poter allenare nella massima serie, mi auguro che la scuola calcio per bambine che seguo, possa arrivare ad avere sempre più iscritte, e in ultimo, ma non meno importante, spero di rendere sempre più orgogliose le persone che credono in me.
Un ringraziamento a Lucy Campanile, per avermi concesso questa bellissima intervista.
