
Gaia Bolognini nata a Gubbio il 27 Marzo 2003, ex calciatrice, ha iniziato a Bologna dove ha esordito in B a 14 anni, successivamente si trasferisce a Perugia dove vince il campionato juniores e gioca anche in C. Poi 2 anni alla Florentia San Gimignano, il primo anno ha giocato in primavera, il secondo si alterna tra primavera e serie A, dove ha esordito a 18 anni, concludendo, l’anno con le final four primavera in cui si piazza con il suo team al 4 posto. Poi passa alla Fiorentina ma subito va in prestito al Chievo e l’anno successivo al San Marino. Conclude la sua carriera nel 2023 nel Ravenna.
Ecco la mia intervista:
DOMANDA: Prima domanda, come nasce la tua passione per il calcio e quando hai capito che per te stava diventando più di una passione ?
RISPOSTA: La passione per il calcio è nata fin da piccola, ero sempre con il pallone nei piedi, giocavo fuori casa con i miei vicini e all’età di 6 anni ho iniziato a giocare con una squadra di maschi vicino casa. Uno dei momenti più importanti, che mi ha fatto capire veramente che sarebbe diventato piu di un semplice gioco è stata all’età di 14 anni, quando per la prima volta mi sono trasferita per giocare il mio primo anno con una squadra femminile ovvero il Bologna women.
DOMANDA: A quali calciatori o calciatrici ti sei ispirata da bambina e in che ruoli hai giocato e il ruolo che prediligi di più e perché ?
RISPOSTA: Il mio idolo in assoluto è Zanetti, mi ha fatta innamorare di questo sport. Ho iniziato a giocare come esterno con i maschi, successivamente sono passata a giocare mezz’ala sinistra e mediano, quest’ultimo è quello che prediligo perché mi piace toccare molti palloni e avere la visione del gioco.
DOMANDA: Quali sacrifici e/o rinunce hai fatto per poter diventare una calciatrice ?
RISPOSTA: Ho fatto tanti sacrifici e tante rinunce fin da piccola. Mi sono trasferita fuori casa a soli 14 anni e questa cosa mi ha fatta maturare molto poiché mi sono trovata a dover superare tanti ostacoli da sola. Ho cambiato molte squadre e fatti molto spostamenti portando avanti sempre gli studi e cercando di migliorarmi giorno dopo giorno.
DOMANDA: Quali insegnamenti ti ha dato il calcio che ti sono serviti nella vita?
RISPOSTA: Il calcio mi ha insegnato la disciplina, il senso di responsabilità e la forza mentale di andare contro ogni difficoltà. Mi ha insegnato a cadere e rialzarsi nonostante tutto.
DOMANDA: Domanda di attualità: Usi spesso i social ? secondo te i pro e i contro di questi social ? quanto sono importanti per la vita di un atleta di un artista etc etc.
RISPOSTA: I social sono ormai diventati fondamentali, io li uso, ma in maniera moderata. È bello rimanere aggiornati su tutto, ma sempre nei limiti. Capitano sempre purtroppo episodi che oscurano l’immagine positiva dello sport, insulti e ricatti di ogni genere sotto i post di calciatori per esempio o persone di una certa fama. Fanno davvero capire la cattiveria e l’invidia che c’è ancora in questo mondo, ed è davvero triste il messaggio che passa, in quanto nessuno sa cosa c’è realmente dietro ad ogni dinamica. La difficoltà è proprio nel rimanere lucidi difronte a certi episodi, l’aspetto mentale secondo me è quello che fa la differenza quando si arriva a certi livelli.
DOMANDA: Ultima domanda: Lo studio ti ha portato ad abbandonare il calcio, c’è un sogno che però avevi nel tuo cassetto, ovviamente calcisticamente parlando ?
RISPOSTA: il mio sogno era quello di indossare la maglia della mia squadra del cuore cioè l’Inter, è la mia seconda pelle, avrei dato tutto per quei colori.
Un ringraziamento a Gaia Bolognini, per avermi concesso questa bellissima intervista.
