Giuseppe Giovinco

In foto Giuseppe Giovinco, calciatore italiano
ex Pisa, Catanzaro, Matera, Catania e Taranto.

Giuseppe Giovinco nato a Torino il 26 Settembre 1990, calciatore italiano, un attaccante creativo veloce e rapido, che di solito gioca come seconda punta ma è anche in grado di giocare come centrocampista offensivo. Inizia la sua carriera nella Juventus, dove con le giovanili del club bianconero si aggiudica il TORNEO DI VIAREGGIO edizione 2010. Dal 2010 inizia la sua avventura nel calcio, indossando maglie imporanti come quella della Carrarese, Pisa, Catanzaro, Matera, Catania e Taranto.

Ecco la mia intervista:

DOMANDA: Prima domanda, come nasce la tua passione per il calcio ?

RISPOSTA: La mia passione è nata sin da subito giocando con ogni cosa che girava per casa, la prendevo a calci e insieme a mio fratello più grande facevamo l’unica cosa che si poteva fare in quel periodo. Non avevamo tanti giochi quindi di conseguenza c’era ben poco da fare e di logica passavamo del tempo a giocare a calcio, nel classico uno contro uno.

DOMANDA: C’è qualcuno in famiglia che ti ha aiutato ?

RISPOSTA: Nessuno mi ha aiutato e nessuno mi ha mai imposto il fatto di giocare, esempio quando andavo a vedere mio fratello io mi portavo un pallone e giocavo per conto mio libero e sereno. È normale che comunque avendo il fratello più grande ha facilitato la passione per il mondo del calcio.

DOMANDA: Cosa ricordi del tuo esordio ?

RISPOSTA: C’è ne sono tanti di esordi, il primo è stato al trofeo TIM con la Juve giocando contro il Milan di Ronaldinho e Rubinho, li ricordo perchè appunto sono miei idoli. Il secondo è stato nei professionisti a Carrara dove abbiamo vinto anche il campionato. Il terzo è con la maglia del Catanzaro città dove è nata la mia famiglia quindi di conseguenza un emozione molto grande e particolare.

DOMANDA: Quali sacrifici e/o rinunce hai fatto e fai ancora tutt’ora per arrivare a essere un calciatore di livello ?

RISPOSTA: Sacrifici no perché comunque fai la cosa che ti piace fare da bambino, non ha mai pesato il fatto di rinunciare alle uscite con gli amici perchè comunque sai che stai facendo la cosa che ami di più. Anzi io spero che la mia carriera possa finire il più tardi possibile ma dentro di me ahimè so che l’eta avanza e quel momento a malincuore prima o poi arriverà.

DOMANDA: A quali calciatori ti sei ispirato da bambino e perché ?

RISPOSTA: Sono cresciuto con i numeri dieci di una volta Baggio Del Piero Zola Miccoli Di Natale. Ronaldo il fenomeno resta il mio l’idolo in assoluto, però diciamo che per il mio modo di giocare e per le mie caratteristiche ho sempre ammirato il vecchio numero dieci, alla Totti per intenderci. Oggi non si vedono più giocatori di questo calibro questa magia è andata anche via perché comunque il calcio si è evoluto. Si sta perdendo un pò di vista la base del calciatore.

DOMANDA: Che rapporto hai con SEBASTIAN tuo fratello ?

RISPOSTA: Un rapporto normalissimo, lui vive a Toronto, ci vediamo pochissime volte ma quelle volte che lui viene in Italia cerchiamo di passare più tempo possibile insieme. Non abbiamo un rapporto dove ci sentiamo tutti i giorni, ma ripeto basta un’attimo per capirci comprederci aiutarci perchè il nostro è un legame speciale.

DOMANDA: C’è qualche canzone particolare che ascolti per caricarti prima della gara ?

RISPOSTA: No non c’è una canzone particolare metto la riproduzione casuale, ascolto molto musica RAP ma non ho un brano preferito.

DOMANDA: Domanda di attualità: Usi spesso i social ? secondo te i pro e i contro di questi social ? quanto sono importanti per la vita di un atleta di un artista etc etc

RISPOSTA: Purtroppo la gente si basa molto sui social, ma credo che non si racconta tutta la verità, si cerca di dimostrare che tutto va bene che si vive una vita perfetta senza intoppi senza problemi, invece vanno usati si ma in maniera vera corretta e con intelligenza.

DOMANDA: Ultima domanda: calcisticamente parlando 3 sogni che hai nel cassetto e che vuoi raggiungere

RISPOSTA: Il sogno che ho nel cassetto è quello di continuare il più possibile a giocare a calcio. Ritornare nel Taranto per ricucire la ferita che si aperta quest’anno. Taranto merita di ritornare sul grande calcio per la città e per i tifosi che meritano tutto e tanto. Il terzo è quello di poter da un futuro sereno ai miei figli e alla mia famiglia.

Un ringraziamento a Giuseppe Giovinco, per avermi concesso questa bellissima intervista.

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