Giulia Ticozzelli

In foto Giulia Ticozzelli, attuale calciatrice della
Christian Brothers University Women’s Soccer.

Giulia Ticozzelli nata a Milano il 23 Aprile 2004, calciatrice italiana, di ruolo difensore centrale, inizia la sua carriera in due squadre miste nel 2015-2016 l’ AD SAN GIROLAMO EMILIANI e l’anno successivo nell’ ASD BUSTESE. Dal 2017 al 2018 passa ai DREAMERS e dal 2018 fino al 2022 passa nelle giovanili del Milan passando per la squadra degli allievi fino alla primavera. Dal 2023 avviene il trasferimento negli STATI UNITI indossando le maglie del SOUTHWESTERN CHRISTIAN UNIVERSITY, AFC ANN ARBOR e dal 2024 la squadra atturale il CHRISTIAN BROTHERS UNIVERSITY WOMEN’S SOCCER.

Ecco la mia intervista:

DOMANDA: Prima domanda, come nasce la tua passione per il calcio ?

RISPOSTA: La mia passione per il calcio nasce grazie a mio papà che essendo grande tifoso del Milan mi ha trasmesso questa passione e se inizialmente mi piaceva guardare il calcio solo in televisione, successivamente quando mi si è presentata l’occasione di praticarlo non mi sono fatta scappare l’occasione. Ho iniziato a praticarlo alle medie quando una mia amica che praticava nuoto agonistico insieme a me, mi ha chiesto di iniziare questa nuova avventura assieme e perciò ho accettato senza esitare.

DOMANDA: C’è qualcuno in famiglia che ti ha aiutato ?

RISPOSTA: Io ritengo la mia famiglia parte del mio successo se così possiamo chiamarlo, fin dal primo anno in cui ho iniziato a praticare calcio mia mamma e mio papà hanno riconosciuto il mio talento e mi hanno supportato affinché io potessi raggiungere i miei obbiettivi. In particolare mia mamma è stata colei che mi ha incitato e spronata di più, mentre mio padre è stato sempre pronto a darmi consigli tattici e fisici, infine anche mia sorella ha sempre saputo supportarmi e sopportarmi. I sacrifici della mia famiglia mi hanno effettivamente portata dove sono ora, assicurandomi trasporti ovunque ne avessi bisogno, supporto fisico, economico ed emotivo e per questo gliene sarò per sempre estremamente grata.

DOMANDA: A quali calciatori o calciatrici ti sei ispirata da bambina ? e perché ?

RISPOSTA: Il calciatore alla quale mi sono ispirata fin da bambina è Paolo Maldini perché rappresenta il tipo di calciatore che vorrei diventare sotto tutti i punti di vista: veloce,intelligente, forte e preciso. Maldini è stato impeccabile dal punto di vista calcistico ma è stato anche fedele alla squadra per la quale ha giocato, ovvero il Milan. Negli ultimi anni i calciatori sono veramente interessati solo ed esclusivamente ai soldi che il calcio può portare e non alle emozioni che può regalare. Maldini ha dimostrato come una squadra può diventare una famiglia e che a volte il calcio è semplicemente una questione di cuore. Sono estremamente orgogliosa di averlo potuto incontrare spesso nel Vismara (struttura per gli allenamenti delle giovanili del Milan) nei cinque anni nel quale ho giocato per la società AC Milan.

DOMANDA: Raccontami questa esperienza negli Stati Uniti…come nasce ? cosa ti colpisce del calcio femminile ? come riesce a conciliare studio e calcio ? quali sacrifici e/o rinunce hai fatto e fai tutt’ora ?

RISPOSTA: Questa esperienza negli Stati Uniti nasce veramente per caso, lo scorso anno USA College Sport, un’agenzia che si occupa di far ottenere borse di studio in America, mi contatta con un semplice messaggio su Instagram. Dopo questo messaggio abbiamo organizzato una videochiamata nel quale mi è stato spiegato tutto il processo per studiare e giocare negli Stati Uniti, successivamente io e la mia famiglia abbiamo concordato che sarebbe stato un’esperienza incredibile e quindi abbiamo deciso di buttarci, posso davvero considerarmi molto soddisfatta di questa scelta. Sono felice che tutti miei parenti siano orgogliosi di questa mia scelta e che anche mio nonno sia stato disponibile nell’aiutarmi a realizzare questo mio sogno di andare in America. _ Del calcio femminile americano mi colpisce il fatto che sia uno sport molto popolare nel mondo femminile e l’importanza che viene dato all’aspetto fisico di questo sport quindi corsa e forza al quale non sempre viene data la giusta importanza. _ In America a differenza dell’Italia è molto più semplice conciliare sport e studio, questo perché sono considerati quasi allo stesso livello e persino i professori sono orgogliosi degli studenti che raggiungono buoni risultati dal punto di vista sportivo. Allo stesso modo i coach sono interessati ai tuoi risultati scolastici e si è perciò molto invogliati a curare sia la parte scolastica che quella sportiva. _ La scelta di studiare e giocare negli Stati Uniti sicuramente mi ha portato a diverse rinunce, come il fatto di aver dovuto accantonare le mia amicizie in Italia e il fatto di essermi dovuta allontanare dalla mia famiglia. La fatica di doversi trasferire in un altro stato è stata tanta sinceramente, dover iniziare una nuova vita dall’altra parte del mondo è sicuramente la sfida più difficile che abbia mai dovuto affrontare. Sono però felice di affermare che i legami a volte si rafforzano con il tempo e che quindi le mie vecchie amicizie si sono rinnovate e la mia famiglia inoltre non mi ha mai accantonato in questo mio primo anno di università.

DOMANDA: Al di là della famiglia ( ovviamente qualcosa di importante e fondamentale ) cosa ti manca dell’Italia ?

RISPOSTA: Dell’Italia mi manca sicuramente il cibo, potrà sembrare banale, ma per un atleta la nutrizione è importante e in America la qualità del cibo è molto inferiore rispetto a come sono sempre stata abituata in Italia, perciò ho trovato delle difficoltà ad ambientarmi sotto questo punto di vista, ma alla fine so che quando tornerò a casa ci sarà sempre un bel piatto di pasta ad aspettarmi.

DOMANDA: Ultima domanda: calcisticamente parlando 3 sogni che hai nel cassetto e che vuoi raggiungere e perché ?

RISPOSTA: Il mio primo sogno nel cassetto è quello di vivere di calcio, quindi diventare calciatrice professionista, questo fin da piccola è sempre stato un mio desiderio e quindi spero di raggiungere l’obbiettivo. Il secondo sogno nel cassetto è quello di poter giocare per una squadra di Serie A, perché si, vivere di calcio è una cosa ma giocare nella serie maggiore della propria nazione sarebbe un valore aggiunto e sicuramente motivo di orgoglio per la mia famiglia. Infine il mio ultimo desiderio è quello di giocare nella nazionale italiana, penso che rappresentare la propria nazione in qualsiasi competizione possa essere un punto d’arrivo per tutti i sacrifici che ho fatto per questo sport che amo fin da piccola. Sono consapevole della difficoltà che mi si presenterà nel raggiungere questi obbiettivi, ma sono disposta a lottare per raggiungerli finché mi sarà possibile senza concedermi rimorsi in futuro.

Un ringraziamento a Giulia Ticozzelli per avermi concesso questa bellissima intervista.

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