
Simona Parrini nata a Fiesole il 10 Aprile 1988, ex calciatrice italiana, di ruolo difensore, inizia la sua carriera nel Firenze, dal 2006 al 2015, e nel 2009-2010 vince il campionato italiano di serie A2. Successivamente breve parantesi nel 2015-2016 nelle squadra del Castelfranco e dal 2016 al 2019 veste la maglia dell’Empoli con cui si aggiudica il campionato italiano di Serie B. Chiude la sua carriera nel Pontedera nel stagione 2019-2020. Ora è l’attuale allenatrice di un gruppo meraviglioso chiamato INSUPERABILI.
Ecco la mia intervista:
DOMANDA: Prima domanda, come nasce la tua passione per il calcio ?
RISPOSTA: La mia passione nasce da un fratello maggiore che da sempre considero un esempio da emulare e da dei giardini sotto casa che sono stati la mia “palestra di vita”, o meglio, la mia scuola calcio. Ricordo ancora quando una volta mi rivolsi verso i miei genitori per chiedere di aiutarmi in quanto alcuni bambini non volevano farmi giocare. Mi dissero che dovevo “cavarmela da sola”…allora provai a impormi e riuscii a farmi accettare. Da quel giorno, erano sempre i bambini ad invitarmi a giocare con loro.
DOMANDA: C’è qualcuno in famiglia che ti ha aiutato ?
RISPOSTA: La mia famiglia è sempre stata presente, e ognuno di loro è sempre stato il mio primo tifoso. In particolare, il mio “Zione” quando lo vedevo in tribuna era un motivo in più per lottare su ogni pallone.
DOMANDA: Cosa ricordi del tuo esordio ?
RISPOSTA: Più che il mio “esordio” ricordo molto bene il giorno in cui un selezionatore si presentò al campo di allenamenti dove giocavo con i ragazzi per dirmi che mi volevano nell’attuale Fiorentina. Mio babbo mi racconta sempre che in quel momento i miei occhi iniziarono a brillare e che davanti al suo “ultimatum”: o giochi a calcio o continui a fare danza e basket… io non esitai nemmeno un momento e scelsi quello che è diventato un tassello importante della mia vita.
DOMANDA: Quali sacrifici e/o rinunce hai fatto per arrivare a essere un calciatrice importante ?
RISPOSTA: Sinceramente non credo di essere mai stata una calciatrice importante, ma sicuramente tutto quello che ho fatto per il calcio non è mai stato un sacrificio o una rinuncia. Uno dei miei ricordi più belli risale all’estate del 2013 quando venni scelta insieme ad altre calciatrici di serie A per rappresentare l’Italia in America, partecipando al campionato di calcio femminile americano WPLS (Women’s Premier Soccer League), trasferendomi per 3 mesi a Seattle (WA). Con la nostra squadra Ac Seattle, composta quasi interamente da giocatrici italiane, si vinse la Northwest Conference e la Evergreen Cup 2013, approdando alle successive fasi finali nazionali a Sacramento (CA). Il giorno della partenza per questa bellissima esperienza, ovviamente come mi succede sempre, avevo un altro impegno…ovvero un esame fondamentale per poter poi laurearmi in tempo ad Aprile. Consapevole che avrei saltato tutta la sessione estiva, decisi di partire un giorno dopo rispetto alla squadra per sostenere l’esame. L’esame andò benissimo, presi addirittura il massimo dei voti, e sulle ali dell’entusiasmo presi il mio primo volo intercontinentale da sola e arrivai poco prima dell’inizio del primo allenamento. Mi ricordo ancora quell’allenamento, dove in pieno jet lag inciampavo da sola in ogni azione di gioco.
DOMANDA: Domanda di attualità: Usi spesso i social ? secondo te i pro e i contro di questi social ? quanto sono importanti per te e per quello che crei e che vuoi comunicare alla tua gente ?
RISPOSTA: Non sono una grandissima utilizzatrice dei social network, solitamente li uso per condividere foto e ricordi importanti per me… principalmente inerenti la squadra dove alleno.
DOMANDA: Ultima domanda: adesso alleni un club di calcio per persona con disabilità club chiamato GLI INSUPERABILI che cosa di piace di questo progetto ? e vorrei sapere la prima cosa che gli hai insegnato e la prima che hai percepito da questi splendidi ragazzi.
RISPOSTA: È impossibile descrivere in poche righe cosa è INSUPERABILI e cosa rappresenta per me. Insuperabili ha come mission il diventare il “Miglior club di calcio PER il mondo”. In quel “PER il Mondo”, che è molto diverso da “DEL Mondo”, ci sta tutto il significato profondo che descrive questa società. Quest’anno, per la prima volta, ho vinto con la squadra che ho allenato lo scudetto del II livello FIGC DCPS in un palcoscenico unico come quello del centro tecnico di Tirrenia. Al solo pensiero mi vengono i brividi. Come dico sempre, io ho la fortuna di allenare in questo club che rappresenta tutti i valori di Professionismo che ho sempre ricercato nelle mie esperienze calcistiche…ma non sono io che insegno ai nostri atleti, sono loro che ogni giorno insegnano qualcosa a me. D’altronde cerchiamo quotidianamente l’abilità nella disabilità…e lo facciamo nel modo più semplice e naturale che conosciamo: giocando, andiamo Oltre.
Un ringraziamento a Simona Parrini per avermi concesso questa bellissima intervista.
