Moro Masawoud

In foto Moro Masawoud attuale
calciatore del Giulianova Calcio 1924.

Moro Masawoud nato in Ghana 20 Settembre 2000, attuale giocatore del Giulianova Calcio 1924, squadra che milita in serie D. Inizia la sua carriera nel CUS PALERMO nella stagione 19/20 per poi trasferirsi nel TROINA già a Gennaio 2020. Nel 2020-2021 passa alla Cavese Giovanili, successivamente esperienze con le maglie del Roccella, Bra, Chieti e Fossombrone.

Ecco la mia intervista:

DOMANDA: Prima domanda come nasce la tua passione per il calcio?

RISPOSTA: La mia passione per il calcio nasce quando ero piccolo. Passavo ore a giocare per strada o nei campetti vicino casa, senza pensare al tempo che passava. Era il momento in cui mi sentivo più libero, più felice, più me stesso. Con il tempo ho capito che non era solo un gioco: era qualcosa che mi faceva stare bene, che mi dava motivazione e che mi spingeva a migliorare ogni giorno. Adesso eccomi qui sono felice. Mi sono innamorato del calcio perché mi ha insegnato valori importanti: sacrificio, disciplina, rispetto, lavoro di squadra. E perché ogni volta che entro in campo sento una sensazione che nessun’altra cosa riesce a darmi. È lì che capisco davvero chi sono e cosa voglio diventare.

DOMANDA: Hai avuto un idolo da bambino? E perché proprio ?

RISPOSTA: Da bambino il mio idolo è sempre stato Ronaldinho. Mi affascinava il suo modo di giocare: sembrava che il pallone fosse parte di lui. Ogni sua giocata trasmetteva gioia, libertà e creatività pura. Guardandolo ho capito che il calcio non è solo tecnica o forza, ma anche fantasia, istinto e divertimento. Mi ispirava perché riusciva a far sorridere la gente con un semplice tocco, e da piccolo sognavo di poter fare lo stesso: entrare in campo e lasciare qualcosa di speciale, proprio come faceva lui.

DOMANDA: Cosa ricordi del tuo esordio ?

RISPOSTA:  Il mio esordio è stato un momento che non dimenticherò mai. Ricordo l’emozione prima di entrare in campo: il cuore che batteva forte, l’adrenalina, la voglia di dimostrare tutto quello per cui avevo lavorato. Appena ho messo piede sul terreno di gioco, però, è sparito tutto: ansia, paura, pensieri. È rimasto solo il calcio. Ricordo il primo pallone toccato, la sensazione di essere finalmente “dentro” quel sogno che avevo immaginato mille volte da bambino. È stato un mix di orgoglio e responsabilità: orgoglio per essere arrivato fin lì, responsabilità perché sapevo che quello era solo l’inizio e che dovevo meritarmi ogni minuto. È un ricordo che porto dentro perché mi ha fatto capire che tutti i sacrifici, le rinunce e le difficoltà avevano un senso. Da quel giorno ho capito davvero che questo è il mio percorso.

DOMANDA: Hai sempre giocato a centrocampo oppure in fila hai giocato in altre posizioni del campo ? e come ti sei trovato ?  

RISPOSTA: Ho iniziato a giocare principalmente a centrocampo, perché è il ruolo in cui mi sento più completo: posso toccare tanti palloni, aiutare sia in fase difensiva che offensiva e dare equilibrio alla squadra. Però nel mio percorso ho ricoperto anche altre posizioni, soprattutto quando serviva alla squadra o quando gli allenatori volevano farmi crescere in aspetti diversi del gioco. Ho giocato anche come mezzala, trequartista e in alcune situazioni persino come esterno. Ogni ruolo mi ha insegnato qualcosa: visione di gioco, tempi di inserimento, coperture, gestione degli spazi. Mi sono sempre adattato bene, perché penso che un giocatore moderno debba essere disponibile e intelligente tatticamente. Nonostante questo, il centrocampo resta il posto dove mi sento più naturale, dove riesco a esprimere davvero la mia personalità e il mio modo di vedere il calcio, alla fine tutto dipende dal Mister se il mister mi vuole far giocare dove vuoi lui io devo essere sempre a disposizione per lui per la squadra

DOMANDA: La partita più bella che tu abbia mai giocato ?

RISPOSTA: È stata a Chieti contro il Fossombrone abbiamo vinto 3:2 ho fatto goal è stata la mia partita bella che non mi dimentico anche per il goal che ho fatto.

DOMANDA: Domanda di attualità: Usi spesso i social ? secondo te i pro e i contro di questi social ? quanto sono importanti per la vita di un atleta di un artista etc etc

RISPOSTA: Sono importanti, ma non devono diventare il centro della vita. Per un atleta contano prima di tutto il campo, la disciplina e la crescita personale. I social servono solo a raccontare ciò che fai, non a sostituirlo. L’importante è usarli con intelligenza, senza farsi condizionare. Sì, uso i social, ma cerco di farlo in modo equilibrato. Oggi fanno parte della vita di tutti, soprattutto di chi fa sport o lavora nel mondo dell’arte. Possono essere uno strumento molto utile, ma bisogna saperli gestire

DOMANDA: Ultima domanda: calcisticamente parlando 3 sogni che hai nel cassetto e che vuoi raggiungere e perché ?

RISPOSTA: Prima di tutti arrivare a giocare tra i professionisti, perché è il traguardo che ogni calciatore, in ogni allenamento sotto la pioggia e ogni rinuncia e in ogni sacrificio vuole raggiungere. Non è solo una questione di carriera: è dimostrare a me stesso, alla mia famiglia e a chi ha sempre creduto in me che tutto questo percorso aveva un senso. Secondo indossare la maglia della mia nazionale perché rappresentare il proprio Paese è il massimo dell’orgoglio. È un sogno che va oltre il calcio: è identità, appartenenza, storia. Entrare in campo sapendo che dietro di te c’è un popolo intero che ti guarda sarebbe un’emozione che non si dimentica. Terzo lasciare un’impronta nel calcio, che sia vincere un trofeo importante, diventare un punto di riferimento per i compagni o ispirare i ragazzi più giovani, voglio che il mio percorso abbia un impatto. Non mi interessa solo “arrivare”: voglio costruire qualcosa che resti, dentro e fuori dal campo.

Un ringraziamento a Moro Masawoud per avermi concesso questa bellissima intervista.

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