
Matteo Prandelli nato a Brescia il 18 Novembre 1988, è un calciatore italiano attaccante del SS COSMOS, società sammarinese. Con la squadra di San Marino questa estate ha disputato i playoff per partecipare di diritto alla Confederence League.
Ecco la mia intervista:
DOMANDA: Prima domanda come nasce la tua passione per il calcio ? Cosa ricordi del tuo esordio ?
RISPOSTA: La passione per il calcio è nata grazie alla mia famiglia. Mio padre ha giocato a calcio e ha fatto l’allenatore, mentre i miei due fratelli hanno giocato a calcio a livello professionistico raggiungendo anche la serie B. Quindi diciamo che l’avevo nel sangue. Il mio esordio nei calcio dei grandi l’ho fatto all’età di sedici anni. In una partita di coppa Italia. Montichiari – sudtirol. Ricordo che la sera prima mi chiamarono per dirmi della convocazione e non ci volevo credere. Non chiusi occhio tutta la notte. Subentrai a partita in corso e ricordo che poco prima di entrare mi tremavano le gambe.
DOMANDA: Ricordi il gol più bello qual è stato ?
RISPOSTA: Ne ho fatti un paio in rovesciata anni fa, ma credo che il più bello però l’ho fatto l’anno scorso. Un colpo di tacco al volo dopo un azione molto bella.
DOMANDA: Fammi un nome di un calciatore del presente e del passato in cui ti ci rivedi e dimmi perché ?
RISPOSTA: In cui mi rivedo non saprei. Ti posso dire quello a cui mi sono sempre ispirato sin da ragazzino: Pippo Inzaghi. Era ed è sempre il mio idolo.
DOMANDA: C’è qualche canzone particolare che ascolti per caricarti prima della gara e inoltre hai qualche rito scaramantico prima di entrare in campo ?
RISPOSTA: Prima di entrare in campo non ho una canzone specifica. Ascolto la musica del momento. Ovviamente quella un po’ movimentata , sennò mi addormento. Riti scaramantici ne ho fin troppi. Farei notte a raccontarteli tutti. Uno in particolare è quello di baciare i parastinchi con la foto della mia compagna e dei miei figli prima di metterli.
DOMANDA: Quali insegnamenti ti ha dato il calcio che ti servono nella vita e ovviamente con la tua famiglia ? e viceversa cosa la famiglia ti insegna per poi collocarle nel calcio ?
RISPOSTA: Il calcio insegna sopratutto a stare con le persone. A rapportarsi con qualsiasi tipo di uomini. Religione o nazionalità. Ognuno ha il suo carattere, i suoi pregi e i suoi difetti. Ma per poter vincere e stare bene all’interno di un gruppo bisogna trovare il giusto feeling con tutti quanti. Questo è l’insegnamento migliore che posso dare ai miei figli. E come una squadra di calcio è una piccola/grande famiglia così è viceversa. La nostra famiglia è una piccola squadra di calcio.
DOMANDA: Ultima domanda: Per la stagione 23-24 cosa ti aspetti ?
RISPOSTA: Di vincere il campionato che quest’anno è mancato per un solo punto. E infine quello di arrivare a doppia cifra per quanto riguarda i gol. L’anno scorso è andata molto bene quindi non sara facile ripetersi .
Un ringraziamento a Matteo Prandelli, per avermi concesso questa bellissima intervista.
