Rebecca Bordacchini

In foto Rebecca Bordacchini, attuale portiere dell’ OKASA FALCONARA ( SERIE A/U19 )

Rebecca Bordacchini nata a Terni il 24 Aprile 2005, attuale portiere di futsal dell’OSAKA FALCONARA ( milita sia in prima squadra sia nell’ U19 ). Si è appassionata al ruolo guardando le parate di Gabi Tardelli e poi, più avanti, nella scuola calcio della Ternana c’era Marika Mascia a darle qualche consiglio. Un crescendo fatto di giovanili tra calcio e futsal, fatica, capacità e tanta dedizione che ha portato Rebecca Bordacchini, 19 anni ad affiancare un portiere di livello mondiale come ANA SESTARI. Bordacchini approda al Città di Falconara per completare il parco portieri della stagione 24/25 e per realizzare il sogno della Serie A. Arriva dal Futsal Perugia, squadra nella quale ha militato dal 2021 tra Under 19 e Serie B con prestazione che le hanno permesso anche la convocazione alla Future Cup 2023.

Ecco la mia intervista:

DOMANDA: Prima domanda, come nasce la tua passione per il  futsal ?

RISPOSTA: La mia passione per il futsal nasce in maniera molto inaspettata. Prima del calcio io praticavo pattinaggio artistico su ruote e nel frattempo mia cugina, invece, faceva calcio e la sua allenatrice era una giocatrice della Ternana futsal femminile , squadra che nel 2014 si trovava in serie A.

DOMANDA: C’è qualcuno che ti ha aiutato in famiglia ? 

RISPOSTA: Sicuramente mia cugina… un giorno lei invita me e la mia famiglia a vedere una partita della sua allenatrice e da li ogni domenica era rito andare in quel palazzetto a vedere le partite di calcio a 5 per poi iniziare a fare anche le trasferte. Ed è proprio così che inizia la mia esperienza nel calcio.

DOMANDA: Perché hai scelto il futsal e non il calcio a 11 ?

RISPOSTA: C’è da dire che futsal e calcio a 11 sono proprio due sport differenti, io scelsi il futsal perché mi appassionai da bambina a questa disciplina , il mio primo anno di calcio lo feci giocando con i bambini a calcio a 7 e poi in seguito con una squadra completamente femminile a calcio a 9 perché ancora non esistevano i campionati giovanili di calcio a 5 per bambine, e poi nel 2020 ho fatto il mio primo campionato regionale di calcio a 5 under15, arrivando prime in campionato. Con il covid purtroppo si è interrotto tutto e ho ripreso poi nel 2021 con il perugia facendo il campionato di under 19 nazionale e secondo portiere in serie B.

DOMANDA: Hai capito sin da subito che volevi giocare in porta oppure avevi altri ruoli nella tua mente ?

RISPOSTA: Mi sono appassionata da subito al ruolo del portiere grazie alla ragazza che giocava in porta nella Ternana nella stagione 2014/2015, ovvero Gabi Tardelli. Ma in realtà il mio primo anno di calcio lo feci non da portiere ma da centrocampista , anche se il mister mi metteva sulla banda perché diceva che sui falli laterali ero brava a rinviare lungo con le mani ahahah. Sempre in quell’anno io avevo l’età per giocare anche con i bambini più piccoli, e una volta per mancanza di giocatori mi hanno convocata; ma a quell’età anche con solo 3 anni di differenza, esteticamente parlando, c’è molta differenza di altezza , quindi a me le maglie loro di gioco non entravano, l’unica che mi entrava era quella da portiere, quindi quella partita la feci tra i pali e non presi neanche un goal.
L’anno dopo decisi di cambiare ruolo e di diventare portiere.

DOMANDA: Il portiere non è un ruolo come un altro oltre alla bravura che caratteristiche deve avere un portiere per farsi sentire in campo ?

RISPOSTA: Il portiere è un ruolo particolare , fonadamentale ma soprattutto pieno di responsabilità, perché se una tua compagna davanti fa un errore qualcuno può provare a metterci una pezza , se tu fai un errore è goal. Innanzitutto una cosa fondamentale per il portiere è saper mantenere la calma , perché essendo dietro è il giocatore con più visone di campo e di gioco e che quindi deve “gestire” la squadra, soprattutto a livello difensivo. Poi il portiere deve imparare a eliminare dalla propria testa un proprio errore e andare avanti durante la partita altrimenti nelle azioni successive al 90% prende goal, poi ovviamente a fine partita a mente lucida si rimugina sugli errori per poter migliorare e evitare di farli nelle prossime partite. Il portiere, poi, deve essere in campo un punto di riferimento , la squadra deve avere la più totale fiducia per il proprio ultimo giocatore altrimenti non ci sarebbe l’armonia che una squadra necessita in campo.

DOMANDA: Ultima domanda: calcisticamente parlando 3 sogni che hai nel cassetto e che vuoi raggiungere e perché

RISPOSTA: Essendo secondo portiere in serie A uno dei miei sogni ovviamente è quello di un giorno diventare il primo portiere nella massima categoria. Poi un altro sogno ovviamente è quello di vincere dei titoli giocando in porta e aiutando la mia squadra a portare a casa quel premio, perché io ho già vinto un titolo l’anno scorso con l’Okasa Falconara, ed è stat un’emozione incredibile, ma credo che giocare una finale scudetto sarà per me ancora più incredibile. Ultimo, non per importanza, anzi direi quasi scontato, un giorno vorrei vestire la maglia italiana e giocare per la nazionale , perché vorrei provare quell’emozione che si prova a rappresentare la propria nazione.

Un ringraziamento a Rebecca Bordacchini per avermi concesso questa bellissima intervista.

Lascia un commento